La calvizia non è precisamente una malattia e neppure un disturbo, ma una condizione che può riguardare allo stesso modo uomini, donne e bambini. In media ogni persona perde da 50 a 100 capelli al giorno, un’inezia a confronto degli oltre 100.000 presenti sul cuoio capelluto.
- La calvizia o alopecia androgenetica (che si manifesta negli uomini) si presenza in genere con il diradamento dei capelli che interessa le tempie, la fronte o la parte superiore del cranio, e va aumentando in maniera più o meno veloce facendo arretrare la linea della cosiddetta “attaccatura” dei capelli.
- L’alopecia areata, al contrario, è una forma di calvizia che si manifesta con chiazze rotonde sprovviste di capelli, che di solito si presenta in età adulta causando una perdita veloce ma in genere passeggera su certe aree del cuoio capelluto.
- Tabagismo: i fumatori mostrano una perdita di capelli maggiore rispetto ai non fumatori. Alcuni studi suggeriscono un aggravamento della calvizia che raggiunge mediamente l’80%. Il valore aumenta col numero di sigarette consumate; da 20 o più, il rischio arriva al 130%. E’ probabile che il meccanismo interessi il danneggiamento dei vasi sanguigni del cuoio capelluto o l’alterazione del metabolismo ormonale.
- Alimentazione incompleta, scorretta o squilibrata: sono più soggette a calvizie le persone che introducono una quantità insufficiente di proteine e meno di 1000kcal/die. La crescita dei capelli necessita di: amminoacidi, vitamine e sali minerali. In particolare, sono utili allo sviluppo pilifero: la biotina (vitamina H), l’acido pantotenico (vitamina B5), il ferro e lo zinco.
- Stress psico-fisico: non solo può aggravare, ma talvolta innesca la calvizie (soprattutto l’alopecia diffusa). E’ senz’altro un fattore determinante, poiché accorcia la fase di crescita del capello e promuove l’infiammazione delle radici pilifere.
CONSULTAMI
